| |
A sud dell'ampio golfo di Oristano si apre l'insenatura che ospita gli stagni di Marceddì e S. Giovanni: un'antica valle fluviale, successivamente invasa dalle acque e limitata a sud-ovest dalla lunga penisola di Capo Frasca. La superficie complessiva della laguna raggiunge i 1600 ettari mentre la profondità varia dai 40 centimetri delle zone più interne a circa 4 metri di quelle più esterne. Vista l'ampia comunicazione con il mare, il bacino può definirsi una laguna, ma mentre lo stagno di Marceddì è costituito da acque decisamente salmastre, la peschiera di S.Giovanni ha un regime di acque dolci dovuto a numerosi apporti idrici dell'interno(Rio Flumini, Rio Sitzerri e Rio Logoro). I due bacini sono separati fra loro da un argine, mentre un altro lunghissimo muro di pietrame chiude all'esterno la comunicazione col mare formando lo stagno di Marceddì. In queste acque si pescano anguille, muggini, carpe, spigole, granchi; sui 270 Ha di Marceddì si catturano anche triglie, gamberetti, ghiozzi, parlotti, orate, mormore, murici e le famose arselle nere. I due stagni, insieme alla laguna di Corru ‘e s'Ittiri più a nord, costituiscono un unico compendio ittico, dato in concessione ad un consorzio di cooperative di pescatori locali, cui si aggiungono anche pescatori non consorziati. Ad est del compendio si trovano anche gli stagni di S. Maria, estesi circa 40 ha ed arginati da opere di bonifica. Data l'estrema vastità dell'area e la varietà del suo patrimonio ittico, non deve meravigliare che la profonda laguna ospiti le nidificazioni di numerose specie di uccelli acquatici: falco di palude, pollo sultano, svasso maggiore, tuffetto, airone rosso, ed altri ancora. La vegetazione si sviluppa in bei canneti solo sul lato orientale dei bacini, in alberi di Pinus pinea; Populus alba, macchia mediterranea e verso l'interno vi sono sporadiche presenze di Eucaliptos. |
|