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Intorno al 300 a.C. anche la Sardegna inizia a coniare le sue prime monete in bronzo, con notevole ritardo rispetto alle altre regioni del Mediterraneo, rispettando la tipologia tradizionale cartaginese, che consiste nella testa femminile con una corona di spighe ed un cavallo. La testa femminile è stata variamente attribuita a Cesare,Astante, Core e Tanit,; gli ultimi studi propendono a favore di questa ultima, ritenuta la massima divinità femminile punica e protettrice di Cartagine. Il cavallo è il soggetto più comune della monetazione punica e rappresenta il simbolo di Cartagine , legato alla storia della fondazione della città. La zecca punica di Sardegna restò in attività per oltre un sessantennio, fino al 238 a.C. , anno in cui l'isola cambiò padrone e passò in mano ai romani. In seguito, nel 216 a.C. , in occasione della rivolta di Ampsicora contro i romani, la zecca riprese per breve tempo la sua attività. |
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